Home Vivere con il diabete La alimentazione Conteggio dei carboidrati
Il counting (conteggio) dei carboidrati PDF Stampa E-mail

Primo passo: riconoscere i carboidrati.
I nutrienti come abbiamo visto si suddividono in tre categorie, ovvero carboidrati, lipidi o grassi, e proteine. Ce in più una quarta categoria costituita dall'alcool, il quale non è un nutriente vero e proprio ma fa parte della culturale alimentare dell'uomo da millenni.



Dove sono presenti questi nutrienti, in quale tipo di alimenti
proteine grassi di origine vegetale grassi di origine animale

carboidrati (o zuccheri)

Latte e latticini
si
si
si, contengono uno zucchero chiamato lattosio
Pane e pasta
principalmente carboidrati
Verdure
in misura non considerevole, eccezion fatta per la patata
Frutta
si, contengono uno zucchero chiamato fruttosio
Carne, pesce , uova
si
si

in misura nulla o molto bassa

Condimenti
olio di oliva e di semi
no
Legumi
si
si

 

Secondo passo: imparare a conoscere quali elementi considerare.
Il dato che più ci interessa è quello realtivo ai carboidrati. Individuati gli elementi da prendere in cosiderazione ci resta da sapere quanto "valgono", cioè qual è il loro contenuto percentuale di carboidrati. A questo proposito ci sono tabelle apposite, che riportano il contenuto in carboidrati di ciascun elemento. Ve ne proponiamo una di seguito.

 

percentuale


Ci sono anche tabelle più schematiche e riassuntive, e che sono facilmente riproducibili in un foglio dalla grandezza di una carta di credito. L'utilità sta nel non dovere imparare tutto a memoria.

Terzo passo: contare i carboidrati a tavola.
Una volta individuati gli alimenti su cui focalizzare la nostra attenzione, dovremo procedere con il fare due calcoli.
Per calcorare i carboidrati bisogna prima stimare e saper calcolare in modo il maggior preciso possibile la quantità degli alimenti. All'inizio può venire utile pesare con una bilancia gli alimenti, ma solo nella finalità di raffrontare e impratichire l'occhio a riconoscere i pesi. Per ragioni pratiche non sempre è possibile pesare gli alimenti, quindi il diabetico dovrebbe acquisire la capacità di riconoscerli a occhio o usando unità di misura standard con gli attrezzi da cucina (p.e. un mestolo di pasta corta a crudo quanti grammi sono?). Quindi il diabetico senza esperienza inizierà pesando l'alimento (o consultando attentamente le etichette), imparerà poi a fare una stima a occhio nudo, utilizzando sempre la bilancia per verificare se le stime sono corrette (esempio: prende una mela normale, la pesa ed è 150 gr, si eserciterà a indovinare il peso di mele di dimensioni diverse, oppure imparerà a confrontare i pesi delle paste e il loro aspetto a cotto e a crudo), e una volta che avrà acquisito l'arte potrà essere totalmente indipendente dalle bilancie, e imparerà con buona approssimazione a capire da solo il peso degli alimenti.
Una volta traferite su un taccuino le quantità stimate, si potrà quindi molteplicarle per il contenuto medio di carboidrati dell'alimento in questione e dividere il tutto diviso cento. Ecco che si avrà la quantità di carboidrati contenuta effettivamente in quella porzione

primaregola

 

 

Sommando i risultati di tutte le pietanze di un pasto si può avere quindi una stima attendibile del contenuto totale in carboidrati di un pasto.



Vediamo l'esempio di seguito:
Pasta al pomodoro 80 gr 80 x 72 : 100 = 57,6
Parmigiano un cucchiaino
Pollo arrosto 120 gr
Patate fritte 200 gr 200 x 30 : 100 = 60
Olio di oliva un cucchiaio
Pane 50 gr 50 x 60 : 100 = 30
Vino Rosso un bicchiere
Una mela 150 gr 150 x 12 : 100 = 18
TOTALE CARBOIDRATI 165,6

 

Per chi preferisce semplificare è possibile arrotondare qualche numero, alla fine delle operazioni la differenza sarebbe dopotutto trascurabile. Un altro dubbio che si potrebbe avere riguardo la convenienza di questo metodo è dato dal fatto che non sempre si mangia esattamente quello che si aveva preventivato. Questa obiezione è corretta ma si deve tenere conto che con gli attuali analoghi di rapida è possibile posticipare la somministrazione insulinica, oppure - nel caso la quantità di carboidrati sia superiore a quella preventivata - si può aggiungere un piccolo bolo successivamente, "in corsa" (soprattutto se si dispone della praticità di un microinfusore insulinico).

Quarto passo: calcolare quanta insulina è necessaria.
Ora bisogna contare quante unità di insulina sono necessarie per il pasto, ed è necessario sapere quale è il proprio rapporto insulina/carboidrati, ovvero sapere quanti grammi di insulina vengono bruciati nel nostro organismo da una unità. E' un dato ovviamente soggettivo che va stabilito empericamente con il diabetologo, e si situa normalmente tra 8 e 15.
Prendendo quindi ad esempio il pasto di cui sopra e ipotizzando un rapporto cairboidrati/insulina di 12 (ogni unità di insulina brucia per ipotesi 12 grammi di carboidrati) avremo il risultato seguente

calcolounita

 

In ultimo (ma non per importanza) Come effettuare le correzioni
Come tutti ben sappiamo, può accadere di trovare la glicemia troppo alta prima di un pasto e di dovere pertanto adeguare la dose di insulina anche a questa situazione imprevista, dovendo quindi aggiungere una quantità supplementare all'insulina già prevista.
Esiste un metodo semplice ed efficace per arrivare alla soluzione: basta dividere un numero fisso (1500 per chi usa la rapida, 1800 per chi usa l'analogo) per il numero totale di unità giornaliere (la media).Il risultato rappresenterà con buona approssimazione la quantità in mg/dl di calo glicemico ottenibile aggiungendo una unità, chiamato comunemente fattore di sensibilità.

 

milleotto

 

Dividendo quindi l'eccedenza rispetto al valore ottimale per il risultato di cui sopra otterremo quante unità dovrò fare in più per correggere, per coprire i mg/dl in eccesso.

 

correzione2

 

A questo punto bisogna fare una precisazione, questa correzione è valida in questi termini solo qualora venga effettuata prima di pranzo. Qualora fosse invece un bolo supplementare che vogliamo dare ad esempio per corregere un valore alto al di fuori dei pasti, si dovrà tenere in dovuto conto il fatto di avere già in corpo insulina in circolo dall'apporto basale o da un bolo precedente. Verrà applicato allora lo schema seguente

 

correzione

 

 

alimentazione

Attenzione: e' opportuno far leggere al proprio medico i consigli inseriti in queste pagine.Essi hanno carattere generale ed è importante che il medico curante ne sia a conoscenza per valutarne la congruità con i suoi indirizzi terapeutici.

 

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