Home La insulina I metodi di somministrazione Il microinfusore insulinico.
Il microinfusore insulinico PDF Stampa E-mail
microinf Il microinfusore insulinico è lo strumento attualmente più tecnologicamente avanzato per la terapia insulinica al diabete. Negli Stati Uniti gode già di un ampio consenso tanto da essere utilizzato dal 30% dei diabetici insulino-dipendenti. Considerata la emivita breve della insulina il microinfusore è il mezzo ideale, e supera in questo la terapia multi-iniettiva delle penne, per riprodurre ciò che fa il pancreas in natura in un soggetto sano.  Il microinfusore riproduce - somministrando in maniera continua l’insulina - l’apporto basale del pancreas e tramite la somministrazione del bolo (o meglio dei boli giornalieri) l’apporto maggiore, supplementare che il pancreas in un individuo sano dà ogni qual volta si mangia.

Vediamo nello specifico queste due componenti
  • Apporto BASALE: viene tarato sulla specifica esigenza dell’individuo. Riproducendo l’apporto basale permette al diabetico maggiore flessibilità negli orari dei pasti o addirittura di poter saltare dei pasti (l’apportò minimo di insulina viene apportato con continuità e quindi non ci sono variazioni). Non solo: questo apporto di base può essere differenziato anche nei vari momenti della giornata, si può variare la velocità di somministrazione della insulina; per esempio è possibile somministrare più insulina durante le ore che vanno dalle 3.00 a.m. per scongiurare il fenomeno dell’alba. Il fenomeno dell’alba causato dalla concomitanza tra processi ormonali che spingono la glicemia al rialzo e scarsa efficacia di fronte a essi della “coda” della iniezione notturna, viene in questo modo scongiurato, e il diabetico può alzarsi alla mattina con valori glicemici perfetti.
  • Il BOLO è quella quantità di insulina che il diabetico deve somministrarsi proporzionalmente alla quantità di carboidrati e quindi alla quantità e qualità del pasto che ha consumato.Esso può venire somministrato tanto nei pasti principali della giornata quanto negli spuntini.

Il microinfusore funziona esclusivamente con insulina rapida (vecchia denominazione ultra-rapida), Lilly Humalog ® o Novo Novorapid ®.

Proviamo ora a vedere punto per punto vantaggi e svantaggi del microinfusore. I vantaggi:

.1. La possibilità di utilizzare un solo tipo di insulina. Elimina tutti gli errori che spesso sono date dalla grossa irregolarità delle insuline intermedie, che possono a parità di quantità avere oggi un tipo di assorbimento e di effetto e il giorno successivo averne uno completamente diverso.

.2. L’azzeramento del fenomeno dell’alba.

.3.Maggiore flessibilità nello stile di vita: orari dei pasti, possibilità di saltarli, quindi possibilità di conciliare le esigenze di lavoro (lavoro su turni), l’attività sportiva, ecc.

.4. Minore variabilità dell’assorbimento. La insulina viene iniettata per tre giorni sempre nello stesso punto, mentre con la terapia multi-iniettiva con le penne si variano continuamente i punti di iniezione.

.5. Minore rischio di ipoglicemie, in quanto l’apporto basale viene distribuito regolarmente, non ci sono gli scompensi dati dalle sovrapposizioni con le intermedie della terapia multi-iniettiva

.6. Strettamente connesso al punto precedente - la quantità totale di insulina si abbassa notevolmente, appunto perché ciò che si inietta viene assorbito e utilizzato dal corpo in maniera più regolare.
Lo svantaggio è:

Il costo: 3.000 euro circa per l’acquisto del microinfusore più i costi di gestione (1.500 euro all’anno circa). I costi sono quindi triplicati rispetto alla terapia multi-iniettiva. C’è la possibilità però di rimborsabilità totale, quindi nei casi in cui la struttura ospedaliera ha la possibilità di fornire il microinfusore il paziente non paga nulla di tasca propria.

In quali casi appunto i diabetologi decidono di proporre al malato il passaggio alla terapia del microinfusore?

  • Grave scompenso glicemico (indicativamente sopra i 7% di HbA1c)
  • Fenomeno dell’alba accentuato
  • Accentuata variabilità della glicemia
  • Necessità di stile di vita flessibile
  • Gravidanza (è molto importante per l’esito della gravidanza che le glicemie siano perfette)
A parziale rettifica di questi punti va detto che negli ultimi tempi si sta affermando il concetto per cui il microinfusore (o in alternativa la terapia multiniettiva) debba essere una libera scelta del paziente (aldilà di quanto possa essere buono o cattivo il controllo del diabete); una decisione concordata con il proprio diabetologo in base alle esigenze della terapia e allo stile di vita del singolo.

Vediamo ora alcuni dettagli tecnici dei microinfusori di ultima generazione.
Negli inizi degli anni ’70 si fecero i primi esperimenti e gli infusori erano grossi marchingegni, grandi praticamente quanto uno zaino.
Nei primi anni ’90 divennero apparecchi semplici, portatili.
Quelli di ultima generazione pesano 100 grammi e consentono di fare tutto con tre semplici tasti.

Come funzionano?
  • L’apporto: la BASALE viene erogata ogni 3 minuti in quantità che varia dalle 0,05 alle 0,01 unità.
  • Il materiale. La agocanula è in tephlon (mentre prima era in acciaio) ovvero in un materiale igienico e assolutamente atraumatico. Si cambia ogni 2-3 giorni. Il tubo e la fiala si cambiano ogni 4-6 giorni. Le manipolazioni di cui necessita l’apparecchio sono quindi veramente poche.
  • Il punto di somministrazione è lo stesso per tre giorni, e ciò favorisce l’assorbimento, dopo di che va variato per consentire al precedente di riposare. Tutta la zona addominale è buona, il singolo in base anche all’abbigliamento o a altre esigenze può decidere dove metterlo.
  • Predisposizioni di sicurezza. Il microinfusore esegue tramite un microprocessore interno oltre mille controlli al minuto. Grazie a questo si può avere una rapida rilevazione della occlusione così come una precisa indicazione sulla insulina disponibile. Ogni anomalia viene segnalata immediatamente dall’apparecchio tramite il classico bip. In alcuni modelli persino la sensibilità di questi controlli può essere tarata; ad esempio a una terapia minima corrisponderà una sensibilità alta. Gli allarmi principali riguardano: bolo non erogato, batteria in esaurimento, occlusione, allarme di sistema, fine cartuccia.
  • Si può avere una memoria, uno storico degli ultimi boli (fino a 255 in alcuni modelli), e questo può essere molto utile per calibrare la terapia. I microinfusori odierni sono impermeabili per fino ad alcuni metri per (in media) 12 ore.
  • I tempi per abituarsi all’utilizzo sono estremamente corti. Di solito viene fatto al paziente il day-hospital, alle 12.00 gli viene somministrato il primo bolo, alle 14.30 torna già a casa con il microinfusore.
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