Home Il diabete di tipo 1
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Il diabete mellito è una delle malattie metaboliche più diffuse nel mondo.
Il termine deriva dal greco ∆ιαβήτης (in latino diabetes) ovvero passare attraverso e da mellitus (latino per di miele, dolce come il miele), con probabile riferimento al rilascio eccessivo delle urine - uno dei segni clinici più distintivi agli esordi della patologia - e al sapore dolce delle urine stesse (gli zuccheri arrivano nelle urine - dove in condizioni normali non si trovano - dal sangue, smaltiti per via renale).
Il diabete (mellito) di tipo 1(T1D, Type 1 Diabetes) o diabete mellito insulino-dipendente (IDDM, Insulin Dependent Diabetes Mellitus), chiamato nella vecchia classificazione diabete giovanile, è diffuso in rapporto di 1 a 15 rispetto al diabete mellito di tipo 2. In Italia i diabetici di tipo 1 sono più di 100.000.
pancreas

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, ovvero causata da una risposta immunitaria errata da parte del corpo a un fattore scatenante. Gli anticorpi distruggono una parte del corpo, nel caso specifico le cellule beta del pancreas, come risposta a una agressione esterna. I sintomi del diabete appaiono nel volgere di poco tempo e quando viene diagnosticata la malattia generalmente le cellule beta sono già stata distrutte al 90%. Si tratta comunque di un processo irreversibile, quindi anche quando lo sviluppo di anticorpi anomali viene rintracciato al suo inizio allo stadio attuale delle conoscenze non si può fare nulla per fermarlo.
Tutte le malattie autoimmuni hanno una base genetica, questo significa che la predisposizione genetica è fattore basilare, determinante nello sviluppo del diabete mellito di tipo 1. Tuttavia il diabete di tipo 1 non è una malattia genetica in senso stretto (ovvero determinata dalla mutazione di un gene senza l'intervento di fattori esterni), bensì una malattia multifattoriale in cui concorrono caratteristiche ereditarie ed elementi ambientali scatenanti.

scheme1Una volta che il pancreas non emette più insulina l'organismo non è più in grado di regolare i livelli di zucchero nel sangue e il paziente sviluppa alcuni dei sintomi classici del diabete: sete eccessiva, eccessiva minzione, eccessiva fame, perdita di peso, affaticamento, stanchezza, visione sfuocata, offuscata, glicemia alta, zucchero e chetoni nelle urine, infezione da funghi ai genitali.

Il diabete di tipo 1 è un patologia conosciuta fin dall'antichità e - se non trattata - sempre letale nel volgere di massimo qualche mese. Nel 1922 il ricercatore canadese Frederick G. Banting assistito dallo studente Charles Best salvò un ragazzo morente ripetendo sull'uomo ciò che aveva sperimentato pochi mesi prima su di una piccola cagna, resa diabetica e trattata con un estratto di pancreas bovino. Ebbe inizio la storia della terapia con insuline animali. All'inizio degli anni ottanta la casa farmaceutica Eli Lilly sintetizzò la prima insulina umana biosintetica, ovvero ottenuta in laboratorio innestando il gene umano all'interno di un batterio (l'Escherichia coli) e istruendolo in questo modo a produrre insulina umana. Sono le insuline dei giorni nostri.

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