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L'UE APPROVA LA STEVIA COME DOLCIFICANTE

maryloeken

Il mercato globale dei dolcificanti è ad una svolta. Finora è stato dominato da due edulcoranti sintetici, l'aspartame e, in misura minore, il sucralosio. Tuttavia, grazie al crescente interesse per ingredienti alimentari di origine naturale, gli estratti di Stevia rebaudiana possono aprire nuove prospettive per i dolcificanti. La Stevia rebaudiana è un piccolo arbusto originario del Perù, dalle cui foglie si estrae una miscela di composti definititi steviol glicosidi (di cui i principali sono lo stevioside e il rebaudioside A) con potere dolcificante di circa 300 volte maggiore del saccarosio, ma privi di calorie, acariogeni e stabili al calore. Tutto ciò rende questi composti particolarmente interessanti per la produzione di alimenti, bevande, complementi nutrizionali ecc, a ridotto apporto energetico o senza zuccheri aggiunti. La Stevia rebaudiana ed i suoi estratti hanno una lunga storia d'uso in Sud America ed in buona parte dell'Asia. Ma anche in altri Paesi il suo consumo si sta affermando. Negli Stati Uniti il rebaudioside A è ammesso già dal 2008 come additivo alimentare in diverse categorie di prodotti; mentre in Australia ed in Svizzera è la miscela di steviol glicosidi a poter essere utilizzata. Ma qual è la situazione in Europa e quindi in Italia? Dunque, nell'aprile 2010 l'Agenzia Europea per la Sicurezza degli Alimenti (EFSA) ha espresso un primo parere positivo sulla sicurezza degli steviol glicosidi, in linea con quanto stabilito dal comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari della FAO e OMS (JEFCA). Nel marzo 2011, l'EFSA esprime un secondo parere positivo per l'uso come additivo edulcorante degli steviol glicosidi con grado di purezza non inferiore a 95% e ne riconferma l'ADI (cioè, la quantità giomaliera consumabile senza alcun rischio per la salute) in 4 mg/ kg peso corporeo/die. A ciò, a luglio 2011, è seguita l'approvazione del "pacchetto steviol glicosidi" ed il successivo aggiornamento del Reg. CE 1333/2008, avvenuto con la pubblicazione dei Regolamenti (UE) n. 1129/2011 e 1131/2011 come stabilito dalla Commissione Europea. Pertanto questo nuovo dolcificante può definitivamente essere commercializzato ed utilizzato dal 2 dicembre 2011.

 

 

 

 
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MIGLIORA LA QUALITA' DELL'ASSISTENZA

glicemia

 

Migliorata in 5 anni la cura del diabete In Italia. Lo documenta l’aumento di due punti, da 22,2 a 24,3, nel periodo 2005-2009, del valore medio dello “score Q”, l’indice che consente una valutazione complessiva della prestazione assistenziale dei centri diabetologici del nostro Paese. “Lo score Q valuta da un punto di vista qualitativo l’efficienza delle cure e dell’assistenza prestate, e conseguentemente l’efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall’infarto all’ictus, ai disturbi alla vascolarizzazione, alla mortalità”, spiega Carlo B. Giorda, Presidente Associazione Medici Diabetologi (AMD).
A fornire i dati di questo trend sono gli Annali AMD 2011, il rapporto nazionale sulla qualità dell’assistenza offerta nei centri di diabetologia, redatto annualmente da AMD e presentato oggi a Roma.
Il punteggio dello score Q varia da 0 a 40, con tre classi: inferiore a 15, fra 15 e 25, maggiore di 25; un punteggio inferiore a 15 si associa a un aumento del rischio di complicanze di circa l’80%, mentre fra 15 e 25 il rischio è più alto del 20%. L’indice viene calcolato assegnando un punteggio sia alle modalità assistenziali - misurazione di emoglobina glicosilata (HbA1c, il parametro che determina il livello di controllo del diabete), pressione arteriosa, profilo lipidico (colesterolo), microalbuminuria - sia ai risultati ottenuti dalla cura ossia mantenimento di HbA1c al di sotto dell’8%, pressione inferiore a 140/90mmHg, colesterolo LDL a meno di 130mg/dl, impiego dei farmaci adatti alla protezione renale in caso di microalbuminuria.
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UNA SCOPERTA NEL CAMPO DEI DIFETTI NEONATALI

maryloeken

In un articolo pubblicato su Diabetologia, un’équipe del Joslin Diabetes Centre, guidata da Mary R. Loeken, ha individuato nell'enzima chinasi AMP (AMPK) la chiave per il meccanismo molecolare che aumenta notevolmente il rischio di difetti del tubo neurale, come la spina bifida e alcuni difetti cardiaci, tra i bambini nati da donne con diabete. Questa scoperta potrebbe portare a strategie per interferire con il meccanismo e ridurre le possibilità di difetti alla nascita. Precedenti studi pubblicati da Loeken avevano già dimostrato che l'iperglicemia materna è causa di stress ossidativo nell'embrione e inibisce l'espressione del gene PAX3, essenziale per la formazione del tubo neurale, che nell'embrione è il precursore del cervello e del midollo spinale. Nel documento pubblicato a ottobre 2011, il team della prof. Loeken identifica la chiave del processo nell’AMPchinasi, enzima che viene attivato dallo stress ossidativo. "La stimolazione di un enzima del metabolismo in grado di regolare specifici geni spiega come lo stress ossidativo, che si produce in tutto l'embrione durante l'iperglicemia materna, provochi malformazioni di strutture specifiche nell'embrione ", ha dichiarato la prof.ssa Loeken. "Ora sappiamo che dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che l’AMPK sia stimolato", ha detto Loeken, che al Joslin svolge ricerca sulle cellule insulari e sulla biologia rigenerativa. Cercare di mantenere i livelli di glucosio nel sangue della madre sotto controllo è attualmente l'unico modo per farlo, ha osservato. "Questo è il meglio che possiamo fare in questo momento”. Ma armati dei risultati di questo studio, ha osservato, altri ricercatori potrebbero essere in grado di intervenire con farmaci o altre strategie per inibire l'attività dell’AMPK.

 

 

 

 
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DIABETE: A CHE PUNTO SIAMO?

Cronaca del Convegno del 5 novembre 2011

chiumello

C’era la folla delle grandi occasioni sabato 5 novembre nella sala Caravaggio della Fiera di Bergamo. Alle 15, quando le luci si sono abbassate, quasi 300 persone gremivano la sala, in attesa di sapere a che punto siamo con la ricerca in campo diabetologico.

Dopo l’introduzione della nostra presidente Bruna Licini, che nel suo intervento ha sottolineato i risultati conseguiti in questi dieci anni e ha stilato l’agenda del prossimo futuro, senza tacere le criticità che ancora restano da risolvere per chi è affetto da questa patologia, è stata la volta del nostro vicepresidente e instancabile animatore di mille iniziative Gianluca Englaro, che ha presentato la Carta dei Servizi dell’associazione, un importante e pionieristico strumento per migliorare la nostra comunicazione con l’utenza. È quindi seguito un momento di grande emozione quando Bruna e Gianluca hanno proceduto alla premiazione di tutti coloro che in questi dieci anni hanno collaborato a vario titolo con la nostra associazione: dai rappresentanti delle istituzioni a quelli delle altre realtà associative di tutta Italia a quelli delle case farmaceutiche che ci hanno sostenuto.

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